Revisione condominiale obbligatoria per i condomini con un numero maggiore di unità immobiliari. È questa una delle misure contenute nel Disegno di Legge Gardini, secondo quanto anticipato in una recente intervista a “Condominio Caffè” da Francesco Schena, coordinatore del comitato tecnico che ha collaborato alla stesura della proposta di legge.
La notizia ha già suscitato obiezioni e malumori nel mondo dell’amministrazione condominiale, sia per le ricadute operative sia per i possibili effetti economici sui condòmini.
Su questo sfondo, le considerazioni che seguono pongono anche un ulteriore tema generale: quello della percezione pubblica nella formazione delle politiche legislative.
Il comitato tecnico della proposta di legge 2692
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Schena nell’intervista citata, la proposta di riforma del condominio, comprendente anche l’eventuale revisione condominiale obbligatoria, è stata elaborata con il contributo di un comitato tecnico composto da::
- dott. Francesco Schena
- prof. Pierantonio Lisi
- avv. Carlo Pikler
A confermarlo è lo stesso Schena che nell’intervista a Condominio Caffè spiega la genesi di quest’incarico. Riportiamo un breve estratto delle sue dichiarazioni: “Nell’autunno del 2023 sono stato contattato da alcuni parlamentari per fornire un parere sullo stato del sistema condominio in Italia. Dopo alcune considerazioni iniziali, mi è stato dato l’incarico di organizzare e coordinare un Comitato Tecnico per lavorare ad una ipotesi di correttivo della legge 2020 del 2012. Ed eccoci qua, dopo due anni, con l’aiuto di altri due professionisti esperti del settore, il Prof. Pierantonio Lisi dell’Università di Bari e l’Avvocato Carlo Pikler del Foro di Roma”.
Il coordinatore del comitato tecnico
Il coordinatore del comitato tecnico, dott. Francesco Schena, è un professionista attivo nel comparto condominiale. Nella home page del sito Studioschena.it, sono evidenziati i servizi offerti, a partire dalle revisioni condominiali.
Nella sezione dedicata alle qualifiche professionali, Schena risulta, tra l’altro, Revisore condominiale certificato UNI 11777:2020 e iscritto al numero 9 di RCCF – Revisori Condominiali Certificati e Forensi.
Ma che cos’è RCCF?
I Revisori Condominiali Certificati e Forensi
Come si legge in home page del relativo sito internet, RCCF (sigla che sta per Revisori Condominiali Certificati Forensi), è un’associazione senza fini di lucro che riunisce revisori condominiali certificati UNI, CTU e periti penali.
Tra gli scopi e le attività dell’associazione, così come indicati all’articolo 2 dello statuto, consultabile sul relativo sito internet, ci sono, ad esempio:
- contribuire a delineare e definire la figura professionale del Revisore Contabile Condominiale, ai sensi della legge n. 220/2012 e della legislazione futura
- promuovere ogni azione per ottenere e modificare leggi che disciplinino la libera professione del Revisore Contabile Condominiale, anche con l’obiettivo di giungere ad un completo riconoscimento giuridico
- formare ed informare anche i docenti ed i condomini attraverso corsi e convegni.
A proposito di formazione, sul sito è proposto il corso base, di 48 ore, per revisore condominiale, valido anche “per l’accesso alla Certificazione UNI 11777:2020 Revisori condominiali”.
Ma quando e da chi è stata costituita l’associazione Revisori Condominiali Certificati e Forensi?
Secondo l’atto costitutivo, sempre consultabile sul sito, a costituire l’associazione, il 29 maggio 2025, sono stati 23 soci fondatori,
Al numero 9 risulta, appunto, Francesco Schena, il quale, nell’occasione, è stato eletto presidente del Comitato Tecnico Scientifico, costituito anche da altri 6 componenti tra cui l’avvocato Carlo Pikler.
Riepilogo dei fatti
- Dal 2023 si avvia un lavoro di analisi per una possibile riforma del condominio.
- Nella proposta di riforma si ipotizza anche l’introduzione della revisione condominiale obbligatoria esterna (almeno per i condomini più grandi).
- A redigere il testo della “riforma”, che sfocerà nella proposta di legge Gardini (2692/2025), contribuisce un comitato tecnico composto da un docente universitario, un revisore condominiale e un avvocato.
- Di tali membri, due fanno parte anche del Comitato Tecnico Scientifico di un’associazione che promuove la figura del revisore condominiale e ne cura la formazione.
Le domande di opportunità e percezione
Per chiarire il tema sotto il profilo della percezione pubblica, si può ricorrere a un esempio astratto e semplificato, che ovviamente non intende sovrapporsi a situazioni reali né attribuire condotte improprie a soggetti determinati.
Si immagini un imprenditore che operi in un determinato settore economico, che partecipi alla promozione culturale e formativa di quel settore e che, allo stesso tempo, contribuisca alla definizione di una normativa che ne introduca un’obbligatorietà più o meno estesa.
In casi simili, è fisiologico che l’opinione pubblica si interroghi sull’opportunità di tale assetto, pur in assenza di profili di illegittimità.
La revisione condominiale obbligatoria
L’eventuale introduzione della revisione condominiale obbligatoria, anche se limitata ai condomini di maggiori dimensioni, rappresenterebbe un intervento di impatto economico significativo.
È dunque legittimo interrogarsi, in termini generali, sull’opportunità che l’obbligo venga suggerito o sostenuto, in sede tecnica e istituzionale, anche da soggetti che operano professionalmente nel settore interessato dalla misura.
Accanto al tema dell’opportunità, restano poi aperti diversi quesiti di merito, tra cui:
- Siamo sicuri che per il solo fatto di essere oggetto di revisione contabile il rendiconto non venga comunque impugnato e dunque non si riduca affatto la conflittualità condominiale?
- A proposito di conflittualità, traducendosi in un ulteriore esborso a carico dei condòmini in un contesto, come è noto, di già diffusissima morosità, non c’è il rischio che questa aumenti, e con essa le relative procedure?
- Oltre che con il presumibile ulteriore aumento delle incombenze in termini di recupero crediti, gli amministratori di condominio non rischiano forse di doversi confrontare con le pretese da parte dei condòmini di riduzione del loro compenso?
- I proprietari di immobili in condominio, reduci dalla battaglia sulle aliquote degli affitti brevi, come accoglieranno la batosta di un nuovo onere economico obbligatorio?
- E i partiti di Governo schieratisi, nella suddetta battaglia, a difesa della piccola proprietà immobiliare?
La presentazione del ddl Gardini
A questo punto, si attende con ulteriore curiosità la presentazione ufficiale Ddl Gardini, in programma il 17 dicembre dalle 15,00 alle 17,15.
I lavori del convegno saranno trasmessi in diretta streaming al seguente link: CLICCA QUI
Numero riunione: 2795 816 1265
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