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Caro bollette in condominio: da Torino le strategie per tagliare i costi

La crisi energetica e caro bollette in condominio è stata al centro del secondo panel di Condominio e Oltre, il congresso organizzato da Focus Condominio e svoltosi il 17 aprile a Torino davanti a una platea di oltre 100 persone tra amministratori condominiali, ingegneri, professionisti tecnici, avvocati, oltre agli studenti dell’IIS Curie Vittorini di Grugliasco, impegnati nel corso 72 ore ex Dm 140/2014 per l’abilitazione ad amministratori di condominio grazie alle borse di studio messe a disposizione da Focus Condominio.

Un’apertura che ha subito chiarito il tono del confronto: oggi parlare di energia in condominio non significa più limitarsi al tema delle utenze, ma affrontare insieme volatilità dei mercati, sicurezza degli approvvigionamenti, valore immobiliare, qualità dell’aria e sostenibilità economica degli interventi.

Il panel, intitolato “Tariffe energetiche, andamento internazionale dei mercati e strumenti di incentivazione dell’efficienza”, ha riunito cinque voci diverse ma complementari:

  • Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica;
  • Giovanni Puglisi, responsabile divisione SPS del Dipartimento Unità Efficienza Energetica di ENEA;
  • Riccardo Bani, presidente nazionale ARSE – Associazione nazionale Riscaldamento senza Emissioni;
  • Moreno Fattor, presidente nazionale ANIGHP – Associazione nazionale impianti geotermia Heat Pump;
  • Ferdinando Gagliozzi, esperto in materia di tariffe e andamento dei mercati energetici.

Pichetto Fratin: l’efficienza come prima risposta strutturale

Nel suo messaggio introduttivo, il ministro Pichetto Fratin ha collocato il tema dentro una visione di lungo periodo. Ridurre i consumi e contenere i costi in bolletta, ha osservato, è fondamentale soprattutto alla luce delle tensioni geopolitiche internazionali, ma non basta più. Per il ministro, la risposta strutturale passa dalla costruzione di un sistema residenziale più efficiente, sicuro e interconnesso, in cui gli edifici contribuiscano sia alla stabilità della rete nazionale sia alla riduzione delle emissioni.

Da qui il richiamo agli strumenti su cui il ministero sta lavorando: riqualificazione degli edifici, ammodernamento degli impianti termici, promozione delle comunità energetiche e dei gruppi di autoconsumo collettivo, oltre al Conto Termico 3.0, indicato come leva per interventi su isolamento, pompe di calore, collettori solari, fotovoltaico con accumulo e colonnine di ricarica.

Il passaggio più politico, ma anche più concreto, è stato però quello sul ruolo degli amministratori e dei professionisti: sono loro, secondo il ministro, a poter accompagnare i condòmini verso scelte più moderne e sostenibili, traducendo la transizione energetica in delibere, lavori e soluzioni praticabili.

Puglisi: il condominio non è più solo un consumatore

L’intervento dell’ingegner Giovanni Puglisi (SCARICA LE SLIDES) ha allargato il campo, spiegando che l’energia non può più essere letta come una materia esclusivamente tecnica. Oggi incide sul costo della vita, sulla competitività del Paese, sulla qualità dell’abitare, sul valore degli immobili e sulla qualità dell’aria. Per questo, secondo ENEA, l’efficienza energetica deve essere affrontata con una visione integrata, che tenga insieme involucro edilizio, impianti, gestione intelligente dell’edificio e comportamenti degli utenti.

Nelle slide presentate a Torino, Puglisi ha richiamato il quadro europeo costruito dalle direttive EED, RED ed EPBD, descritte come tre pilastri complementari: la prima stabilisce quanto risparmiare, la seconda come trasformare l’edificio, la terza con quale energia alimentarlo. Un dato colpisce più di altri: secondo i dati ENEA, nel 2024 il 43,4% degli APE validi era ancora concentrato nelle classi energetiche G e F, segno di un patrimonio edilizio che resta fortemente inefficiente.

Nel suo speech, Puglisi richiama anche la traiettoria europea per il residenziale, con riduzione del 16% del consumo medio entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.

Da qui l’idea forte del suo intervento: il condominio non deve più essere visto solo come luogo di consumo, ma come nodo capace di produrre, condividere, scambiare e gestire energia. Comunità energetiche, recupero del calore di scarto, sistemi automatici di gestione, monitoraggio e persino indicatori come lo Smart Readiness Indicator spingono nella stessa direzione. E in questo scenario cambia anche la figura dell’amministratore, che non può limitarsi alla gestione ordinaria ma diventa mediatore di opportunità tecniche, informative ed economiche.

Bani: meno gas, più elettrificazione e più valore agli immobili

Sul versante tecnologico, l’intervento di Riccardo Bani (SCARICA LE SLIDES) ha indicato una strada molto netta: affrontare la crisi energetica e il caro bollette in condominio significa soprattutto ridurre la dipendenza dal gas attraverso l’elettrificazione dei consumi termici, cioè sostituire i sistemi di riscaldamento tradizionali con pompe di calore, in configurazione full electric o ibrida.

Il ragionamento è partito da un dato di sistema: a livello europeo gli edifici valgono circa il 40% del consumo finale di energia e il 36% delle emissioni; in Italia il settore residenziale resta tra i principali consumatori di gas naturale. I dati evidenziano anche che il comparto immobiliare italiano è mediamente vecchio e poco performante, e che l’intervento sugli impianti può diventare una leva importante per migliorare classe energetica, valore patrimoniale e costi di gestione.

Bani ha insistito su un punto particolarmente rilevante per i condomini: l’elettrificazione non è solo una scelta ambientale, ma una scelta economica. Riduce il consumo diretto di gas, migliora l’efficienza complessiva del sistema edificio-impianto e, soprattutto se integrata con il fotovoltaico, valorizza meglio l’autoconsumo collettivo e le comunità energetiche. Importante anche il legame tra elettrificazione e incremento del valore immobiliare, oltre al fatto che il riscaldamento pesa per una quota molto elevata della spesa energetica delle famiglie.

 Il messaggio, in sostanza, è chiaro: se il condominio continua a scaldarsi a gas, utilizza solo una parte del potenziale dell’energia rinnovabile prodotta; se elettrifica anche il termico, ne sfrutta molto di più i benefici.

Fattor: la geotermia può fare molto, ma la burocrazia frena ancora

Il focus di Moreno Fattor (SCARICA LE SLIDES) ha invece portato al congresso il tema della geotermia applicata ai condomìni. La tesi di fondo è che la tecnologia è ormai pronta, mentre il vero ostacolo resta ancora una volta il lato autorizzativo. Fattor ha spiegato che la geotermia può essere realizzata attraverso sonde verticali o mediante utilizzo dell’acqua di falda, ma che in Italia la frammentazione delle concessioni e dei regolamenti territoriali continua a rallentarne la diffusione.

Nel suo intervento ha ricordato che il 9 aprile è stato firmato il decreto sulla geotermia e che la procedura semplificata arriva ora fino a 500 kW di potenza e 250 metri di profondità. È un passaggio importante, perché rende più agevole l’applicazione di questi impianti soprattutto in ambito condominiale. Ma Fattor ha anche denunciato la persistenza di una “giungla normativa” per i sistemi a circuito aperto, dove concessioni e rinnovi cambiano da territorio a territorio, creando ostacoli amministrativi spesso sproporzionati.

Sul piano dei risultati, la geotermia viene proposta come una delle soluzioni più efficaci per tagliare i consumi. Nei dati di ANIGHP si parla di un potenziale molto elevato: fino a un milione di edifici residenziali interessabili, con un contributo potenziale di 4,35 Mtep nel solo residenziale, mentre i casi studio mostrati al congresso segnalano risparmi economici e miglioramenti di classe energetica significativi.

Fattor ha inoltre sottolineato l’evoluzione delle pompe di calore ad alta temperatura, ormai in grado di arrivare anche intorno agli 80 gradi, rendendole più adatte a molti edifici esistenti.

Gagliozzi: caro bollette in condominio tra consumi e shock globali

A chiudere il quadro è stato Ferdinando Gagliozzi (SCARICA QUI LE SLIDES), che ha affrontato il tema più immediato per chi amministra un edificio: perché le bollette restano esposte a forti oscillazioni anche quando si fa attenzione ai consumi. La sua risposta è stata netta: la spesa energetica dipende da due fattori, consumo e prezzo, ma sul secondo l’amministratore ha margini molto più limitati. Per questo serve capacità di lettura dei mercati e non soltanto attenzione tecnica agli impianti.

Gagliozzi ha descritto la trasformazione strutturale del mercato del gas dopo il conflitto Russia-Ucraina: da sistema relativamente locale a mercato globale, nel quale il GNL è diventato il fattore principale di flessibilità dell’offerta, ma anche di aumento dei costi.

Le sue slide mostrano che Europa e Asia rappresentano insieme oltre il 50% delle importazioni globali di gas e richiamano una catena di rischi nuovi: geopolitici, meteo, infrastrutturali, competitivi e speculativi. In questo contesto, il prezzo dell’energia elettrica resta fortemente correlato a quello del gas anche per la struttura marginalista del mercato elettrico italiano: se per coprire la domanda serve anche la generazione a gas, il prezzo marginale si trasmette a tutti.

La conclusione è molto concreta e parla direttamente agli amministratori: bisogna imparare a leggere gli scenari, stimare con anticipo il fabbisogno energetico del condominio, predisporre preventivi più realistici e valutare con attenzione la scelta tra contratti a prezzo fisso e a prezzo variabile. Non esiste una formula valida sempre, ha spiegato, ma esiste la necessità di decidere con criteri tecnici, senza improvvisazioni e senza raccontare all’assemblea che tutto dipenda solo dalla bravura del fornitore o dall’ultima offerta commerciale.

Caro bollette in condominio: la linea emersa dal panel

Dal secondo panel di Condominio e Oltre è uscita una linea molto chiara: la crisi energetica e il caro bollette in condominio non si affrontano con una misura unica o con una scorciatoia normativa, ma con una strategia che tenga insieme quattro livelli.

Il primo è la lettura dei mercati e della volatilità internazionale.

Il secondo è l’efficienza dell’edificio, dall’involucro agli impianti.

Il terzo è la diffusione di tecnologie in grado di ridurre la dipendenza dal gas, come pompe di calore, elettrificazione e geotermia.

Il quarto è il ruolo dell’amministratore, sempre più chiamato a trasformare informazioni complesse in decisioni assembleari comprensibili, sostenibili e orientate al lungo periodo.

Categoria: Amministrare, edilizia, Impianti Tag: bollette, efficienza energetica, fotovoltaico, pompe di calore

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